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De.licio.us
Categorie: I FIORI E LA POESIA

Primavera: il risveglio dei sensi

di florashop (09/04/2008 - 16:17)


 

La primavera ridona nuove energie al corpo e all'anima, e suscita, per sua natura, il desiderio d'amore.


Come ogni anno, quando si avvicina la data del 21 marzo, in molti di noi comincia a svilupparsi una sensazione piacevole, gioiosa: il graduale passaggio dal clima rigido dell’inverno alla leggera e tiepida atmosfera primaverile ci mette di buon umore, ci riconcilia con il mondo, grazie ai colori vivi che cominciano ad invadere la natura, il paesaggio. La primavera porta con sé il calore del giorno, lo splendore di una luce nuova, accesa, il respiro profondo di profumi appena destati dal riposo invernale

 

I poeti hanno cantato della dolce stagione primaverile, sottolineandone la straordinaria carica erotica, in un'autentica fusione tra uomo, donna e natura.



Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,

toglimi l'aria, ma

non togliermi il tuo sorriso.


Non togliermi la rosa,

la lancia che sgrani,

l'acqua che d'improvviso

scoppia nella tua gioia,

la repentina onda

d'argento che ti nasce.


Dura è la mia lotta e torno

con gli occhi stanchi,

a volte, d'aver visto

la terra che non cambia,

ma entrando il tuo sorriso

sale al cielo cercandomi

ed apre per me tutte

le porte della vita.


Amor mio, nell'ora

più oscura sgrana

il tuo sorriso, e se d'improvviso

vedi che il mio sangue macchia

le pietre della strada,

ridi, perché il tuo riso

sarà per le mie mani

come una spada fresca.


Vicino al mare, d'autunno,

il tuo riso deve innalzare

la sua cascata di spuma,

e in primavera, amore,

voglio il tuo riso come

il fiore che attendevo,

il fiore azzurro, la rosa

della mia patria sonora.


Riditela della notte,

del giorno, della luna,

riditela delle strade

contorte dell'isola,

riditela di questo rozzo

ragazzo che ti ama,

ma quando apro gli occhi

e quando li richiudo,

quando i miei passi vanno,

quando tornano i miei passi,

negami il pane, l'aria,

la luce, la primavera,

ma il tuo sorriso mai,

perché io ne morrei.


Pablo Neruda

 

http://www.consegnafiori.it/dada/negozio.asp?ref=dada

Amicizia: legame indissolubile

di florashop (11/09/2007 - 13:22)

Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa
né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale
quando scopriamo
che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi.

R.W.Emerson

Regala un fiore ad un amico

Viviamo e amiamo

di florashop (06/08/2007 - 13:22)

 

 

[VIVIAMO, MIA LESBIA, E AMIAMO]

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo:
tutte le chiacchere dei vecchi brontoloni
- lasciale perdere, non valgono una lira.
Tramonta il sole e poi ritorna:
per noi, quando la breve luce è tramontata,
solo rimane il sonno di una notte senza fine.
Dammi mille baci, e ancora cento,
poi altri mille, e altri cento ancora,
e mille e cento e non fermarti mai.
Poi, quando ne avremo a migliaia,
li confonderemo, per non sapere
- perché nessuno sappia il mucchio
di quei baci, e non ci dia il malocchio.

Gaio Valerio Catullo

La canzone vincitrice del Festival di Sanremo

di florashop (17/03/2007 - 12:59)

 

Finalmente non vince la solita canzonetta sanremese

TI REGALERO' UNA ROSA

 

 

 

 

 

Ti regalerò una rosa                                         
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel '54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant'anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un'emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L'accordo dissonante di un'orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio...
misurate le distanze
E guardate tra me e voi... chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cllniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l'ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent'anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un'emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

Artista: Simone Cristicchi
Titolo: Ti Regalerò Una Rosa
Autori: Simone Cristicchi
Edizione: Sanremo 2007
Categoria: Big

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La più bella canzone d'amore

di florashop (02/01/2007 - 17:11)

 Vasco Rossi > Buoni O Cattivi Live Anthology (2005) > E...


E...
Vuoi da bere
Vieni qui
Tu per me
Te lo dico sottovoce
Amo te
Come non ho fatto in fondo
con nessuna
resta qui un secondo

E...
se hai bisogno
e non mi trovi
cercami in un sogno amo te
quella che non chiede mai
non se la prende
se poi non l'ascolto

E... uo... e....
sei un piccolo fiore per me
e l'odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè...
non sono fedele mai
forse lo so

E...
quando sento
il tuo piacere che si muove lento
ho un brivido
tutte le volte che il tuo cuore
batte con il mio
poi nasce il sole...

E... uo... e....
ho un pensiero che parla di te
tutto muore ma tu
sei la cosa più cara che ho
e se mordo una fragola
mordo anche te

uo... E...
sei un piccolo fiore per me
e l'odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè...
non sono fedele mai
ora lo

Dedicala a chi vuoi tu e regalale anche un fiore.

http://www.consegnafiori.it/dada/negozio.asp?ref=dada

I FIORI E LA POESIA

di florashop (09/11/2006 - 12:25)

I fiori sono stati fonte di ispirazione per molti poeti che gli hanno dedicato dei bellissimi versi.

                                                                            Anima che sboccia

                                    Ogni fiore è un'anima che
                                                         sboccia nella natura.

                                                     Gèrard de Nerval (1808-18)

 La rosa nera

Il profumo ricorda
la notte senza stelle,
il colore, nessun colore.

Non farfalle, né api
si posano sui petali
villosi come ragni.

Sboccia improvvisa, tale
all’odio e la sua bellezza
promana sgomento.

Un abisso è il terreno
dove poggia, un filo spinato
lo stelo che la sorregge.

Le foglie sono di carne viva,
la rugiada, che su di lei
si posa, sono lacrime amare

perché il dolore, fecondo nutrimento,
l’accresce, laddove la speranza
con le radici da piovra annienta.

Non sappiamo dov’è, forse
all’interno di noi e prima o poi
sbocc
erà come un malvagio fiore.

Pierluigi Pulone 

Oh girasole!

 

Oh, girasole, affaticato dal tempo!
Tu che conti i passi del sole,
bramando anche tu nquel luogo dorato
in cui il pellegrino conclude il suo viaggio.
In cui il giovane che si strugge nel desiderio
e la vergine esangue nel suo sudario di neve
sorgono dalle loro tombe e aspirano
al luogoin cui, mio girasole, vorresti andare!

William Blake (1757-1827)